Monthly Archive, ottobre 2015

Basso impero

Più di duecento anni fa, J.J. Rousseau scriveva “Il Contratto sociale”, delineando le premesse del sistema di regole di una convivenza solidale tra cittadini, liberi ed eguali. Se scomodo il grande pensatore illuminista (per quanto la definizione sia esaustiva), è perché occorre ripartire dai fondamenti; ma in realtà, per confutare il “riformismo” renziano basterebbe e avanzerebbe Ugo La Malfa. Riassumendo: tagliano le tasse sulla prima casa indistintamente a tutti (ultra ricchi e poveri), mentre tagliano prestazioni e servizi sanitari pubblici, continuano a massacrare gli Enti locali, cioè i cittadini che vedono ridursi non gli sprechi o i costi della corruzione, bensì quantità e qualità dei servizi; stracciano un principio basilare e costituzionale della giustizia sociale: la progressività del prelievo fiscale (chi più guadagna e più possiede, più paga).

La, così detta, sinistra PD solleva obiezioni e critiche più che condivisibili; ma troppe volte, in questi mesi, le abbiamo sentite, senza che alle parole seguissero i fatti; e stiamo sentendo, di nuovo, il tono irrisorio delle risposte di Renzi. Ho la sensazione che, ormai, nel PD siano tutti renziani (convinti o di fatto). Non vorremmo ricordare, che so, di vedere Epifani votare questa porcheria.

Sarebbe, filologicamente, più giusto chiamarla “Legge di stabilizzazione”; con un Parlamento che, sempre più, ricorda le cene di Versailles, possono, infatti, stabilizzare, di volta in volta, il crescente divario sociale che le politiche neoliberiste stanno producendo; l’ Articolo 3 della Costituzione  (quel “compito” della Repubblica di rimuovere gli ostacoli al pieno esercizio dei diritti) è diventato la rimozione degli ostacoli al pieno dispiegamento dei privilegi.

Qualche giorno fa, ho visto “Suburra”; non mi interessa, qui, il giudizio estetico sul film: l’Italia è quella. De Gregori l’ha dipinta, parlando di Roma, come “una cagna in mezzo ai maiali”; Pasolini ha profetizzato, nella sua ultima intervista, l’acqua delle fogne che sommerge il Paese (citazione evidente, alla fine del film). Sappiamo tutto quel che c’è da sapere e tutto quel che ci sarebbe da fare. Se continuo a spiegare Rousseau ai miei studenti, è perché non riesco a rassegnarmi al fatto che debbano crescere in questo bassissimo impero.