Monthly Archive, aprile 2015

Il Laboratorio marchigiano

La notizia del piano di ristrutturazione (cioè, fuori dall’ipocrisia linguistica, dei licenziamenti) della Indesit, viene commentato come un fulmine a ciel sereno dalla Giunta regionale delle Marche (che è “ancora” Spacca e PD). Questo è veramente incredibile. Altrettanto incredibile, nel senso letterale del termine, è la mobilitazione tardiva del Governo Renzi, il quale – ormai appare evidente anche ai più ingenui ed ottimistici commentatori – più che di salvaguardare il lavoro, si pone il problema di come renderlo licenziabile.

Altro che fulmine. E’ un film visto decine di volte: si smobilita l’industria italiana, i padroni fanno cassa, e i nuovi padroni esteri licenziano. I padroni erano la famiglia Merloni, che è passata all’incasso di 700 milioni di euro. I potentati politici legati a quei gruppi industriali e che su quelle relazioni hanno costruito carriere personali, cioè l’ex Governatore delle Marche Spacca (oggi candidato per la destra) e buona parte del PD, cadono dal cielo, come quelle pastorelle dei presepi, che a Napoli chiamano “le pastore della meraviglia”.

Da anni, una delle principali aziende delle Marche, secondo produttore europeo di elettrodomestici, nonostante le sviolinate dei cortigiani locali per i risultati, presenta dei bilanci(utili insignificanti rispetto al fatturato)che ne mostrano la debolezza e la mancanza di prospettive. Come evidente è, da anni, la mancanza di una politica industriale e di un’idea capace di trovare alternative al modello economico marchigiano della piccola impresa. La recessione mondiale aggrava ulteriormente il quadro e azionisti di maggioranza e management puntano tutto sulla ricerca di partner forti, per fare cassa, appunto, non per salvare le imprese e il lavoro.

Tutto questo è noto ad una platea vasta, non solo agli addetti ai lavori. La Regione che fa ? Vagheggia la creazione del polo della ricerca avanzata su elettrodomestici ed house automation in cui occupare centinaia di giovani laureati in previsione di un probabile ridimensionamento occupazionale della Indesit.

Aria fritta, nell’immediato, visto che un progetto del genere richiede ingenti risorse e tempi lunghi, mentre le prospettive di sopravvivenza della Indesit si fanno sempre più oscure. Fino al colpo di scena della vendita , ad un prezzo spropositato, fuori da ogni logica commerciale, alla Whirpol. Nessuno si chiede che logica ci sia dietro questa incredibile acquisizione da parte di un concorrente. Di solito queste operazioni vengono fatte per eliminare la concorrenza, ma non a questi costi. E’ una questione più grande, non un affare dei Merloni, è un attacco ad una delle poche multinazionali italiane, e il Governo interviene a danni compiuti.

Un cittadino normale immagina che su questi problemi seri abbia discusso e si sia rotto l’asse PD-Spacca. Immagina male. Tutto è avvenuto solo sui destini e le carriere personali. E’ un esempio di scuola delle conseguenze, terribilmente concrete anche per le Marche, di una politica prona agli interessi privati ed alle spinte di un liberismo selvaggio che, come si vede, non è un fantasma ideologico, ma una realtà che anche i marchigiani pagano cara. Ora, forse, in questa regione sentiremo un po’ meno sciocche ironie sulla battaglia di Tsipras, in Europa, per ridare alla politica un ruolo di direzione e di difesa delle persone e dei lavoratori.

E non è un caso isolato, in una regione piccola come questa; storia simile per la Prismian di Ascoli Piceno. Ma gli ex sodali, oggi rivali (ma domani, chi sa?) si cambiano maglie e casacche: mentre Spacca passa con la destra, nella coalizione che sostiene il candidato PD, Ceriscioli, entra (in lista con una parte dell’UDC, perché l’altra sta con Spacca…ci vuole un navigatore satellitare per seguire queste giravolte) l’ex Sindaco della destra di Fermo, Di Ruscio (quello che nel 2008 invitò a Fermo Marcello Dell’Utri a presentare i falsi diari di Mussolini) e che, probabilmente, ci resterà, nonostante le proteste dei civatiani fermani. Uno spettacolo indecente, per una regione che sta subendo i colpi pesantissimi della globalizzazione.

Una speranza viene, però, oltre che dalla forte e reazione dei lavoratori e del Sindacato, dalla sinistra marchigiana, che ha avuto la forza ed il buon senso di dare un seguito coerente all’esperienza delle elezioni europee e che, con la lista “Altre Marche. Sinistra Unita”, ha superato barriere e schemi del passato, ponendo al centro del proprio progetto, non vetusti tatticismi, ma la centralità del lavoro e dei diritti. Le Marche sono un caso evidente di come la mutazione genetica del PD e la mercificazione della politica, lascia i lavoratori ed i cittadini soli di fronte alle spinte del liberismo; ma anche di come, con decisione e lungimiranza, si può mettere mano ad una politica e ad una sinistra nuove e di come la spirale involutiva della democrazia possa cominciare ad essere invertita.

Il Tamburo e il Fuoco

Qualche giorno fa, se ne sono andati due immensi scrittori, testimoni del Novecento, diversi, geograficamente lontani, ma entrambi capaci di guardare al passato mettendocelo tra i piedi, per costringerci a leggere il presente. Gunter Grass ed Edoardo Galeano sono tra coloro che ci hanno insegnato che la fantasia, nella letteratura e nella vita, non è una linea di fuga, ma una lente d’ingrandimento, un attrezzo di lavoro per cambiare il mondo. Hanno trasformato personaggi ed epoche storiche in figure letterarie; e personaggi letterari in pietre miliari della storia dei popoli. Il tamburo di latta o Memoria del fuoco , Il mio secolo o Le vene aperte dell’America latina, hanno contribuito a costruire, per generazioni, ad ogni latitudine, la coscienza che la sconfitta degli ultimi non è un destino naturale, e che gli individui sono nulla senza la consapevolezza della loro storicità. Grazie sarebbe davvero troppo poco. Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci, nel capire il mondo e nel cambiarlo; questo vorremmo dire loro.