Monthly Archive, luglio 2014

Mastro Lindo

Dunque, lo spray di Mastro Lindo sembra essersi inceppato. Intendiamoci: alla fine farà passare questa sottospecie di legge sul Senato, come ha svuotato, di democrazia, le Province. Però la guerra lampo si è ammosciata. E’ bastata un po’ – ma proprio un po’ – di opposizione parlamentare, per diradare un po’ – ma proprio un po’ – la nebbia della propaganda. Qualche italiano, forse, comincia a vederci più chiaro. Vede che sotto i proclami e gli annunci, c’è poco o niente; vede che la crisi è sempre là, che la disoccupazione aumenta, che i poteri forti europei continuano a dettare e non scrivono il dettato di Mastro Lindo. Non sarà, per caso, che per risolvere problemi seri serve una politica seria? E non sarà, per caso, che una politica seria è frutto di un’elaborazione ampia e partecipata della società e delle istituzioni?

E non sarebbe il caso che la sinistra italiana lasciasse ai fisici nucleari la scissione dell’atomo e alzasse un po’ la voce, per parlare al Paese? E magari Mastro Lindo ridiventa Calimero.

Nel posto sbagliato

A Gaza continua lo sterminio. Uso questa parola con dolore e con rispetto, verso tutte le vittime di ogni sterminio; anche, però, con rabbia, verso coloro ai quali la strage di bambini e civili dovrebbe fare ancora più orrore che a me; verso i governanti e l’esercito di Israele, che incarna e tradisce una storia tragica.

Non ho alcuna simpatia, né politica né culturale, verso Hamas e verso ogni fondamentalismo; anche perché non dimentico che i cugini iraniani di Hamas, oltre a negare la Shoah oggi, come i peggiori fascisti, appena cacciato lo Scià rivolsero le loro armi contro decine di migliaia di comunisti del Tudeh. E soprattutto perché propongono un modello di società medioevale e violenta. Ma se oggi Hamas è forte in Palestina, è perché l’Europa e l’occidente hanno favorito, per calcolo e per inconsistenza, la liquidazione dell’OLP e di Al Fatah; e perché la miopia imperialista della destra israeliana riteneva più facile isolare la resistenza palestinese, se a rappresentarla non era una forza laica e progressista.

Ma oggi va difesa l’Autorità nazionale palestinese, perché va difesa la vita di milioni di persone imprigionate e bombardate; perché va difeso il diritto all’esistenza dello Stato palestinese; perché va fermato lo sterminio.

Ho letto un articolo di Yehoshua che condivido in larga parte; soprattutto quando dice al suo governo che non c’è alternativa: due Stati per due popoli; la convivenza come scelta, non come costrizione. Ma intanto, per fermare il massacro, serve anche la costrizione. Servirebbe molta meno cialtroneria, da parte dell’ONU, da parte dell’Unione Europea, da parte del Governo italiano. Siccome non credo nei miracoli, serve la lotta politica, per non lasciare ancora soli i bambini di Gaza, né i pacifisti israeliani. Perché una nuova generazione di palestinesi non debba ancora armarsi, per non sentirsi, come diceva Said, “Sempre nel posto sbagliato”.

Intervista